Da un recente studio, che trovate in fondo all’articolo, si ritiene che circa il 75% dei cani abbia una carenza di vitamina D!

Questo trend è meno accentuato rispetto a quello che si registra per la specie umana, ma sicuramente in crescita per i nostri cagnoloni, e spesso sfocia in patologie più antipatiche, come l’iperparatiroidismo secondario.

La vitamina D, spesso classificata come una vitamina essenziale per la salute generale, è in realtà un ormone che promuove l’assorbimento del calcio. 

Gatti e cani non sono in grado di sintetizzare adeguatamente la vitamina D nella cute e gli studi hanno dimostrato che quando alimentati con una dieta carente di vitamina D, i cuccioli sviluppano rachitismo che non può essere prevenuto dall’esposizione alla luce UVB.

Esistono due forme di vitamina D.

La vitamina D2 ,nota come ergocalciferolo, si trova nelle piante e la vitamina D3, nota come colecalciferolo, viene creata nella pelle durante l’esposizione ai raggi del sole e si trova nelle carni animali. 

Il colecalciferolo (D3) è di grande importanza nutritiva sia per il gatto che per il cane e può essere ottenuto dal consumo di prodotti animali che lo contengono. Fa parte delle vitamine liposolubili,cioè che può essere immagazzinata nei tessuto adiposo (grasso) del corpo.

La vitamina D controlla l’assorbimento del calcio nell’intestino e la quantità di calcio escreto dai reni e se i livelli di vitamina D sono bassi, l’intestino fatica ad assorbire il calcio.

Il calcio è la chiave per l’indurimento delle ossa: infatti senza calcio le ossa non sono in grado di formarsi correttamente. Questo non solo indebolisce le ossa, ma crea anche un nuovo problema, ovvero l’iperparatiroidismo secondario, che comporta anche debolezza delle fibre muscolari. 

Alcuni studi hanno dimostrato che la carenza di vitamina D spesso provoca un’atrofia delle fibre muscolari prevalentemente di tipo II, problema rilevante per quelle razze che hanno più fibre di tipo II rispetto a quelle di tipo I (cani veloci vs. cani da slitta).

I sintomi più evidenti della carenza di vitamina D includono:

Rachitismo (ossa molli e deboli nei cani giovani)

Osteomalacia (ossa molli e deboli nei cani adulti)

Osteoporosi (ossa deboli che portano a fratture)

Paralisi posteriore

Problemi neurologici tra cui anomalie dell’andatura, difficoltà a camminare, tremori

Vitamina D e sistema immunitario

Prove crescenti stanno dimostrando una forte correlazione tra la vitamina D e i processi biologici che regolano le risposte immunitarie. Infatti la vitamina D inibisce l’attività pro-infiammatoria e la produzione di citochine e si pensa che promuova le risposte protettive nelle malattie autoimmuni. La vitamina D è necessaria anche per la produzione di cellule natural killer che sono note per uccidere le cellule virali.

Ma va precisato che la vitamina D rientra in molti processi biologici che riguardano anche altre patologie come:

-Malattie infettive

Gli studi hanno dimostrato che nei casi di malattie infettive, le concentrazioni di vitamina D erano inferiori rispetto a un controllo non infetto.

-Diabete

Vi sono prove crescenti che la carenza di vitamina D potrebbe essere un fattore che contribuisce allo sviluppo del diabete di tipo 1 e 2.

-Funzione cognitiva

Molti studi stanno stabilendo un legame tra bassi livelli di vitamina D e declino cognitivo nei pazienti pets.

I recettori della vitamina D sono diffusi nel tessuto cerebrale e hanno un ruolo nella crescita cellulare, nella neuroprotezione, nella disintossicazione e nella riduzione dell’infiammazione

-Obesità

Una  teoria abbastanza dibattuta ritiene che l’obesità sia spesso associata ad altre malattie metaboliche, inclusa la steatosi epatica, e sono queste malattie che compromettono il metabolismo della vitamina D.

Fonti alimentari di vitamina D

– Carne di pesce grasso (salmone, tonno e sgombro),

– Oli di fegato di pesce

– Fegato di manzo,

– Tuorli d’uovo,

Vitamina D e diete commerciali

L’inclusione dei cereali nelle diete degli animali in crescita potrebbe aumentare la gravità e l’insorgenza del rachitismo. Ciò è dovuto al loro contenuto di acido fitico        ( fitati) che si lega a molti minerali, compreso il calcio, prevenendone l’assorbimento. La riduzione della disponibilità di calcio influisce negativamente sulla salute delle ossa, che potrebbe essere potenzialmente confusa con una carenza di vitamina D.

Una giusta regola generale è fornire livelli sufficienti di questa vitamina chiave attraverso una dieta di cibi freschi e integrare solo quando sono stati rilevati livelli bassi.

Quanto è abbastanza?

Tipicamente un cane di 15 kg richiederebbe tra 150 e 700 UI di vitamina D nella sua dieta quotidiana.

Quindi ricorda che: 

i recettori della vitamina D si trovano in tutto il corpo poichè la vitamina D è un attore chiave nella funzione delle cellule immunitarie e bassi livelli possono causare un  aumento del rischio di malattie osteo-articolari, cardiovascolari, malattie infettive e condizioni autoimmuni. 

Cani e gatti non sono in grado di sintetizzare adeguatamente questa vitamina, quindi devono fare affidamento su fonti alimentari. Nutrire regolarmente cibi freschi è essenziale, ma ci sono momenti in cui il metabolismo della vitamina D può essere inadeguato. Come sempre, se sei preoccupato per lo stato nutrizionale del tuo animale domestico, chiedimi un consiglio.

Se l’argomento di è stato d’aiuto, scrivimi un feedback nei commenti.

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